«A San Siro con Punto.it? Un’esperienza positiva in tutti i sensi»

Un’associazione di volontariato, l’università, un quartiere con grandi problemi ma anche tanto impegno per risolverli, con corsi di Italiano per mamme, doposcuola per i figli, gite e giovani tirocinanti in Psicologia che svolgono attività di assistenza per e con tutti

Di Laura Guardini

I ragazzi di Punto.it a Verona

A San Siro, nel Quadrilatero delle case Aler, dal 2014 la scuola di italiano dell’associazione Punto.it offre alle donne immigrate (in questo quartiere di circa 6 mila alloggi dove la metà degli abitanti non è italiana, uno studio del Politecnico ha censito 85 diverse nazionalità) corsi di italiano con la preparazione agli esami per le diverse certificazioni (si riparte a settembre). Dal 2019, mentre si consolidava anche la collaborazione con il Comitato di Quartiere, funziona (lunedì e giovedì pomeriggio) anche un doposcuola per i ragazzi delle scuole superiori, spesso figli delle signore che, al mattino, studiano italiano.

Università in campo

Le università – Cattolica, Bicocca e Mercatorum, ma il ventaglio si può allargare – sono entrate in scena con le rispettive Facoltà di Psicologia e con gli studenti che, ormai prossimi alla laurea (ora divenuta abilitante), devono svolgere un tirocinio impegnativo, con 250 o anche 350 ore annuali di attività pratica“. Una convenzione perfezionata l’anno scorso tra Punto.it e le Università ha così offerto a cinque tirocinanti l’opportunità di mettersi alla prova affiancando gli studenti delle superiori e le signore dei corsi di italiano, ma anche di partecipare ad altre attività promosse da Comitato di Quartiere (per esempio, la consegna mensile di borse alimentari o le lezioni di musica per bambini offerte dal progetto SONG).

Ragazze in gita a Verona.
Ragazze in gita a Verona.

Parla il prof …

«In questo modo si sperimenta la psicologia sociale così come è legata al territorio», sottolinea Silvio Morganti, per anni professore al Politecnico e in Bicocca ed oggi tutor dei laureandi-tirocinanti designato dall’Ordine degli Psicologi. «Si creano occasioni per passare dal pensiero all’azione: nei nostri incontri periodici di coordinamento, ad esempio, si cerca di leggere dietro devianze e comportamenti particolari la dichiarazione di un bisogno: ma qual è questo bisogno?».

… e i tirocinanti

Sara sta per concludere il suo percorso in Psicologia clinica alla Cattolica: «Da febbraio ho partecipato ai corsi del mattino con le donne e nei pomeriggi di lunedì e giovedì con gli studenti. È un arricchimento importante: si capisce “in diretta” la psicologia dei percorsi migratori, tra l’altro. Sono vite diverse – le nostre e le loro – che si confrontano e, qualche volta, si confidano anche: fa bene a tutte. Ci sono affetto e anche tanta solitudine». E i giovani? «Quasi una famiglia. Con le ragazze l’intesa è più facile, è logico. I loro coetanei – sono quasi tutti musulmani – hanno impiegato più tempo». La svolta è stata la giornata della gita a Verona, tutti insieme: «Si sono rilassati e spiegati. E così ci siamo capiti bene». Anche Tommaso studia in Cattolica e riflette su altri due aspetti di questo lavoro: «Il primo: le difficoltà che questi ragazzi incontrano nello studio sono diverse, come entità e come origine. Il primo passo, indispensabile, è però instaurare un rapporto umano, farli sentire accolti. Forse in classe non è sempre possibile: alcuni hanno l’aiuto di un insegnante di sostegno, che però può essere anche un’“etichetta” negativa. Altri vengono mandati avanti nonostante carenze e problemi: forse perché è troppo difficile seguirli con la dovuta attenzione. Il secondo spunto: quest’esperienza ci offre anche un’ottima opportunità di valutare le nostre capacità professionali».

Gita a Verona, un momento di riposo e chiacchiere.
Gita a Verona, un momento di riposo e chiacchiere.

E infine l’associazione Punto.it

La conclusione a Silvia Cavagnari, responsabile dell’associazione Punto.it e animatrice di queste iniziative: «È davvero un’esperienza positiva in tutti i sensi. Gli universitari si sono ambientati bene e velocemente e i ragazzi li hanno accolti senza problemi. Del resto laureandi e studenti delle superiori sono vicini anche come età: si capiscono, condividono, sono sulla stessa lunghezza d’onda. E le quattro ragazze che hanno partecipato ai corsi di italiano con le donne hanno avuto una doppia utilità: l’aiuto nello studio della lingua, ma anche l’ascolto, a volte la confidenza. Uno scambio importante per tutte».

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