«Si deve avere sempre presente che ogni veicolo può diventare un’arma» I progetti – come “Alcolvista” e “Ruote ferme, pedoni salvi” – promossi dall’Associazione Familiari e Vittime della Strada, si basano su tre parole chiave: prevenire, educare, sensibilizzare
Irene Parapetti è volontaria per Milano Ovest dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada (Afvs). Allo stesso tempo, è responsabile della comunicazione concessionaria Tirloni Renault Dacia Milano di via Ripamonti. Due ruoli che sembrano quasi in contrasto, ma che lei riesce perfettamente a far combaciare. Al punto da essere riuscita a organizzare nel mese di giugno, per la prima volta, la presenza dell’associazione e dei suoi progetti educativi. Sono basati sulle parole chiave prevenire, educare, sensibilizzare alla Festa della Scuola Wolf Ferrari e Toscanini. Durante la festa è stato proposto ai partecipanti un percorso speciale, affrontato indossando degli occhiali “Alcolvista” che simulano lo stato di ebbrezza.

Un’esperienza concreta e immersiva
Un’esperienza per capire quanto e in che modo, l’assunzione di alcol alteri i riflessi, la percezione degli spazi e della velocità, e quanto sia pericoloso mettersi alla guida in quelle condizioni. Un altro importante momento di educazione stradale è “Ruote ferme, pedoni salvi”, organizzato dall’Associazione in collaborazione con la Polizia locale del Comune di Milano. Il progetto si rivolge a imputati, indagati o condannati ai lavori di pubblica utilità, per reati prevalentemente inerenti alla circolazione stradale, che vengono formati per diventare Assistenti pedonali.
Così formati, equipaggiati con pettorina ad alta visibilità, paletta e Led luminoso, gli Assistenti pedonali si collocano agli attraversamenti stradali a rischio, con il compito di agevolare il transito dei pedoni. L’intento del progetto è, da un lato, di assicurare una maggiore tutela per gli utenti deboli della strada, e dall’altro educare alla legalità e far capire a chi ha commesso un reato la gravità della propria azione. Tra gli obiettivi dell’associazione, che in Italia conta oltre 10mila soci e 2mila volontari, c’è la promozione del concetto di gentilezza stradale.
La sinergia tra associazioni, società civile e istituzioni
«La nostra esperienza ci porta a dire che c’è un grandissimo lavoro culturale da fare, e che lo dobbiamo fare insieme: associazioni, società civile e istituzioni. La gentilezza è un concetto che deve rientrare a fare parte dei valori comuni per favorire l’affermazione dei significati contenuti in questa bellissima parola – spiega Irene Papetti –. In particolare chi si muove in auto la deve fare propria, avendo sempre presente che ogni mezzo a motore, se usato in modo improprio, può davvero diventare un’arma».
Proprio nell’alveo dell’importanza delle parole da usare quando si parla di sicurezza ed educazione stradale, l’Associazione ha avviato anche un progetto di formazione per futuri giornalisti in collaborazione con l’università Cattolica del Sacro Cuore. Per conoscere le attività di Afvs: associazionevittimedellastrada.org
UNA STRAGE SILENZIOSA
Nel periodo che va dal 1° gennaio al 10 giugno 2025, in Lombardia 26 pedoni sono deceduti a causa di incidenti stradali (seconda sola al Lazio con 29) e 23 ciclisti (dato più alto d’Italia). A Milano città le vittime sono state 5 (di cui 2 pedoni), mentre in provincia sono state 6 (di cui 1 a bordo di monopattino e 1 ciclista).
