Il presidente Rizzi ha incontrato il Comitato inquilini delle case Aler e i rappresentanti politici e ha affermato di voler adottare un progetto di recupero del Corvetto, sul modello di quello in atto al quartiere San Siro. Entro Natale sarà riattivata la portineria di via Mompiani 9

Un incontro molto atteso, quello tenutosi giovedì mattina, tra il neo presidente di Aler Milano, Alan Rizzi, e gli inquilini del comitato Corvetto. Il confronto, che si è svolto negli spazi del civico di via Mompiani 5, ha visto la partecipazione di cittadini, rappresentanti del Comitato, diversi consiglieri comunali e municipali e alcuni dirigenti di Aler.
Tra i presenti, l’assessore Marco Cormio che ha promosso l’incontro e la storica co-fondatrice del comitato Marilena Giglietti, da anni punto di riferimento nelle battaglie e nei percorsi di collaborazione del quartiere, che ha dato voce alle principali criticità vissute dagli inquilini. Accanto al comitato erano presenti anche altri esponenti politici di maggioranza e opposizione, segno di un interesse trasversale sul tema delle case popolari e della situazione di Corvetto. Un’assemblea pluralista, che ha riunito istituzioni e cittadini con l’obiettivo di affrontare insieme una realtà che richiede risposte immediate.
C’è un clima di grande insicurezza
Fin dai primi interventi, i residenti hanno descritto un clima di forte insicurezza. In molti hanno raccontato episodi che fanno ormai parte della quotidianità: gruppi di ragazzini tra i 6 e i 18 anni che disturbano, intimidiscono e compiono atti vandalici nei cortili dei caseggiati; anziani costretti a farsi accompagnare per uscire o rientrare a casa; situazioni di spaccio e bivacchi negli spazi comuni; fuochi accesi nei cortili, citofoni danneggiati, infiltrazioni nelle cantine, cancelli rotti e sporcizia diffusa. «Non possiamo più dormire, non possiamo più vivere così. Chi paga regolarmente l’affitto si sente abbandonato», hanno denunciato gli inquilini, chiedendo interventi più rapidi e un coordinamento vero tra istituzioni.
Molti interventi hanno riguardato anche il tema della sicurezza e il rapporto con le forze dell’ordine. Non sono mancati momenti di forte tensione e commozione da parte di chi ha raccontato episodi gravi, tra cui minacce, aggressioni, spari in aria con armi presumibilmente giocattolo ma in grado di terrorizzare gli inquilini. In diversi hanno espresso la sensazione di essere rimpallati tra Polizia, Carabinieri e Polizia Locale, senza trovare risposte adeguate.

Le parole Alan Rizzi, neo presidente di Aler
Alan Rizzi, ascoltate le testimonianze, ha riconosciuto la gravità della situazione e ha aperto alla necessità di un cambio di metodo. Ha ribadito che nessun soggetto, da solo, può affrontare problemi così complessi e che occorre un’azione integrata: «Serve una squadra vera – ha detto – inquilini, Aler, Comune, Regione e Prefettura. Prepariamo un documento comune e andiamo insieme dal Prefetto. Ognuno deve fare la sua parte». Il presidente ha ricordato che Aler rappresenta anche Regione Lombardia e ha espresso l’intenzione di portare nel quartiere il modello già avviato nel quartiere Aler di San Siro, basato su interventi coordinati di riqualificazione fisica e sociale degli stabili.
Il protocollo scomparso
Nel corso dell’incontro è poi emerso che effettivamente un primo tentativo di costruire una collaborazione per Corvetto che coinvolgesse diverse istituzioni, così come auspicato da Rizzi, era già stato avviato dal comune ma poi arenato. Alcuni mesi fa – hanno ricordato i rappresentanti del Comitato – era stato predisposto un protocollo congiunto per la sicurezza e l’inclusione nei quartieri popolari, che avrebbe dovuto rafforzare la collaborazione istituzionale. Il precedente presidente di Aler aveva dato il suo assenso, ma l’accordo non è mai stato firmato. «Ci era stato detto che tutto era pronto, poi Regione e Aler si sono tirate indietro. Vogliamo capire perché non se n’è fatto nulla», hanno sottolineato i residenti, chiedendo a Rizzi di riprendere quel percorso interrotto.
Case vuote e degrado spazi comuni
Uno dei temi più sollevati dai residenti è stato poi quello delle case vuote e del degrado degli spazi comuni. Su questo punto, Aler ha annunciato che nei prossimi dodici mesi verranno ristrutturati oltre duecento alloggi, di cui cinquanta già entro la fine dell’anno nell’area di Corvetto. È stato inoltre confermato che prima di Natale sarà ripristinata la portineria in via Mompiani 9, presenza considerata fondamentale per il controllo degli ingressi, per il decoro e per il senso di comunità all’interno degli stabili.
Una vera collaborazione
La richiesta conclusiva dei residenti è stata chiara: non un incontro isolato, ma l’inizio di un percorso stabile. Il Comitato ha ricordato la propria missione, quella di non lasciare nessuno solo, e questa volta ha chiesto che lo stesso impegno arrivi anche dalle istituzioni. L’incontro si è chiuso con l’impegno, condiviso da tutti i presenti, di rivedersi, monitorare gli obiettivi e verificare che quanto promesso venga effettivamente realizzato. Per molti degli inquilini, questa riunione ha rappresentato un segnale importante: la speranza che, dopo anni di appelli, si possa finalmente passare dalle parole ai fatti.
