Anche noi figli dell’America

A dodici anni dal successo di “Morte di un commesso viaggiatore”, Elio De Capitani torna all’Elfo a dirigere e interpretare un testo di Arthur Milller: “Erano tutti miei figli”

Di Bruno Olivieri

Gli interpreti di "Erano tutti miei figli" di A. MIller. Foto di Laila Pozzo.
Gli interpreti di “Erano tutti miei figli” di A. MIller. Foto di Laila Pozzo.

L’America e il suo immaginario fanno parte da decenni della nostra cultura. Così come la sua capacità di autocritica anche feroce, un guardarsi allo specchio che nel teatro, nel cinema e nella letteratura non ha mai risparmiato nessuna crudeltà rispetto al parlarci di una società proiettata sul futuro ma anche ancorata a un passato recente violento, soprattutto nel continuo riaffermarsi di un capitalismo cinico e pragmatico. Una consapevolezza e una libertà di espressione cui abbiamo sempre guardato, anche quando siamo stati molto critici, con stima e ammirazione, considerando quel Paese un faro di libertà e democrazia; a ricordarcelo costantemente la figura iconica della Statua della Libertà, sulla baia dell’Hudson a New York. Ora guardiamo attoniti alla mutazione in atto, che sembra repentinamente portare l’America a un passo dall’autocrazia. Ma la fascinazione per quella cultura critica e consapevole non si spegne e ci lascia sperare che, sull’orlo del baratro, ci sia sempre una possibilità di salvezza.

Di questa capacità critica Arthur Miller (1915 – 2005), tuttora uno degli esponenti più profondi e autorevoli, con il carico di valore dato dal suo saper indagare sull’animo umano e sulla società, attento ai valori universali dell’individuo, torna in scena all’Elfo con la regia di Elio De Capitani.

La storia

La vicenda si consuma tutta nel patio di casa della ricca famiglia Keller. Siamo nel 1947, Joe Keller e sua moglie Kate hanno due figli, partiti in guerra come tanti della loro generazione: il maggiore, Larry, è dato per disperso da ormai tre anni e solo la madre non accetta l’evidenza della sua morte; il secondogenito, Chris, è invece tornato a casa, segnato da terribili esperienze, ma determinato a guardare al futuro, a una possibile esistenza felice che immagina insieme ad Ann, la ragazza che era fidanzata con suo fratello.

Elio De Capitani (a sinistra) nei panni di Joe Keller; accanto Angelo Di Genio, che interpreta Chris Keller. Sotto un'altra scena con De Capitani e Genio. Foto Laila Pozzo.
Elio De Capitani (a sinistra) nei panni di Joe Keller; accanto Angelo Di Genio, che interpreta Chris Keller. Sotto un’altra scena con De Capitani e Genio. Foto Laila Pozzo.

La fornitura difettosa

Il passato recente è segnato da quello che si potrebbe definire un incidente di percorso nell’ascesa imprenditoriale della famiglia: una fornitura all’aviazione militare di pezzi di ricambio difettosi ha causato la morte di ventuno piloti. Joe ne è uscito pulito, ma non il suo socio, che tra l’altro è il padre di Ann, ed è ancora in prigione per questa colpa.
I giovani guardano al futuro, gli anziani difendono il loro passato, ma un intreccio di menzogne e di non detti li avviluppa, complicando ulteriormente l’inevitabile e psicologicamente violento scontro generazionale. Joe Keller, al pari di Willy Loman di Morte di un commesso viaggiatore, è un inguaribile bugiardo; ma se il primo è il perdente per definizione, Joe ha fatto della menzogna la sua carta vincente e con la protervia della cultura capitalista di cui è intriso afferma, senza remore, che almeno la metà degli industriali americani ha mentito e truffato durante la guerra, “altrimenti come avrebbero potuto fare i soldi che hanno fatto?“.

L’epilogo è tragico anche perché, come in un terzo abbondante delle case americane, anche dai Keller è presente un’arma da fuoco, pronta a dare inizio, o fine, a una tragedia.

Grandi interpreti e spattacolo eccellente

L’interpretazione che Elio De Capitani, anche regista dello spettacolo, dà di Joe Keller è tanto intensa quanto potente, restituendo tutti i toni e i conflitti interiori di un personaggio complesso, audace nella sua arroganza e convinto di aver agito per il bene dei figli e della famiglia; e lo conferma nella sua maturità autorevole di attore e direttore di attori.
Ugualmente significativa è l’interpretazione di Angelo Di Genio nel ruolo del figlio Chris; un attore giovane ma che già vanta una ultradecennale collaborazione con la compagnia dell’Elfo.
Cristina Crippa regala i suoi toni non convenzionali a Kate, la madre rendendo la sua sofferenza nel non accettare l’evidenza della morte del figlio Larry ancora più surreale.
Tutti bravi e ben rodati nel rapporto con l’Elfo gli altri interpreti; si fanno notare la giovanissima new entry Caterina Erba nel ruolo di Ann e Carolina Cametti che, nel ruolo secondario di Lydia – forse l’unica vera innocente di tutta la storia – propone il personaggio con originalità.
Completa la felice riuscita dell’allestimento la scenografia di Carlo Sala, che ha curato anche i costumi: un interno/esterno che fa da patio e salotto, immerso in un bosco, metafora di una casa dove tutto è aperto ma anche molto, il suo interno, nascosto come le menzogne che contiene.

Elio De Capitani (a sinistra) nei panni di Joe Keller; accanto Angelo Di Genio, che interpreta Chris Keller. Foto Laila Pozzo

Potenti le scene conclusive, in cui De Capitani e Di Genio non si risparmiano nel restituirci il conflitto aspro fra padre e figlio, ma l’emozione più viva arriva con la stanchezza fisica ed emotiva visibile sui loro volti quando il sipario si riapre per gli applausi finali, che arrivano intensi da un pubblico entusiasta.

a Milano, al Teatro Elfo Puccini di corso Buenos Aires 3, fino al 16 novembre 2025

Erano tutti miei figli

di Arthur Miller
regia di Elio De Capitani

traduzione Masolino d’Amico

con Elio De Capitani Joe Keller, Cristina Crippa Kate Keller, Angelo Di Genio Chris Keller, Caterina Erba Ann Deever, Marco Bonadei George Deever, Nicola Stravalaci Dr. Jim Bayliss, Sara Borsarelli Sue Bayliss, Michele Costabile Frank Lubey, Carolina Cametti Lydia Lubey
scene e costumi di Carlo Sala
luci Michele Ceglia
suono Gianfranco Turco
assistente alla regia Alessandro Frigerio
assistente alle scene e costumi Roberta Monopoli
produzione Teatro dell’Elfo

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