I Servizi sociali del Comune al lavoro per il superamento del campo Rom entro il 30 settembre, con l’obiettivo di collocare i circa settanta nuclei famigliari in alloggi pubblici, secondo le procedure già attuate per gli insediamenti di Vaiano Valle e via Bonfandini. Circa metà delle famiglie hanno aderito alle proposte del Comune, altre ipotizzano la costituzione di una cooperativa di abitanti

È iniziato il conto alla rovescia per il campo rom autorizzato di via Chiesa Rossa, inaugurato nel 2010. Secondo quanto notificato ai primi di agosto dal Comune alle circa 70 famiglie, entro il 30 di settembre il campo dovrà essere lasciato da tutti i residenti per tornare nelle disponibilità del Comune che, oltre ad abbattere le abitazioni, dovrà bonificare e recintare i terreni. L’obiettivo dichiarato dal Comune riguardo i superamenti è evitare la ghettizzazione dei campi con insediamenti monoetnici, promuovere il rispetto della legalità, spesso infranta con grandi e piccoli reati, tutelare i minori e consentirne la frequentazione scolastica, rendere effettivo l’accesso alle cure e al welfare.
I superamenti dei campi di Vaino Valle e Bonfandini
La chiusura del campo di via Chiesa Rossa non è un fatto isolato: il Comune è dal 2013 che persegue la politica di superamento degli insediamenti rom. A oggi, le giunte di centrosinistra hanno chiuso 24 campi, di cui 4 autorizzati e 20 irregolari e, con la chiusura di quello di via Chiesa Rossa, gli unici campi rimasti in città saranno quelli di via Negrotto (Municipio 8) e di via Impastato (Municipio 4). Gli ultimi a essere chiusi nel sud Milano sono stati, rispettivamente nel 2022 e nel 2024, il campo di Vaiano Valle (abusivo) e di via Bonfandini. Nel primo caso l’area è stata restituita al privato, che lo sta bonificando; nel secondo l’area, che è comunale, è stata consegnata a Sogemi, la società che gestisce i mercati generali di Milano per farne degli spazi dedicati ai mercati e alla logistica.
Intervista all’assessore Bertolè

La criticità maggiore in queste tipologie di interventi sono: l’adesione da parte delle famiglie rom al progetto di superamento e il percorso di inserimento per le famiglie e i minori nei nuovi contesti e situazioni abitative.
«Sin dall’approvazione della delibera di giunta nel dicembre scorso, i Servizi sociali del Comune hanno iniziato ad avere incontri con le famiglie residenti in Chiesa Rossa per spiegare loro cosa significa superamento del campo», spiega Lamberto Bertolè, assessore al Welfare del Comune.
Cosa significa superamento del campo?
«Il concetto di superamento dei campi significa cercare un modo concreto per accompagnare le persone e le famiglie, in condizioni di fragilità, verso soluzioni alternative, in modo da evitare il girotondo degli sgomberi e delle occupazioni che avveniva fino a 15 anni fa, quando i problemi venivano semplicemente spostati da un punto all’altro della città».

Nel sud Milano interventi analoghi ci sono stati in via Vaiano Valle e Bonfandini: con quali risultati?
«Con risultati nel complesso positivi, a Vaiano Valle hanno aderito tutte le famiglie, in via Bonfandini, dove la situazione era più complessa, hanno aderito alle proposte del Comune circa due terzi delle famiglie. A tre e due anni dalle chiusure, molti indicatori ci dicono che gli inserimenti nei nuovi contesti hanno portato a dei miglioramenti della vita delle famiglie coinvolte, anche dal punto di vista della frequenza scolastica da parte dei minori. Ovviamente non è un percorso semplice: servono risorse ed energie ma lo stiamo facendo, perché pensiamo che sia giusto farlo, per la crescita dei più piccoli e per lo sviluppo di condizioni favorevoli all’integrazione e all’inclusione».
In Chiesa Rossa come procede?
«Abbiamo un percorso aperto, che conduciamo con alcune associazioni per ragionare insieme sulle modalità di questo superamento, caso per caso, valutando le situazioni».

Attualmente quante famiglie hanno aderito?
«Siamo in una situazione molto fluida. Su poco più di settanta famiglie circa la metà è abbastanza avanti nel percorso di adesione a una soluzione alternativa. Diverse di esse hanno cominciato a visionare le soluzioni alternative, in modo abbastanza decisivo e concreto. Hanno visto le abitazioni, i bambini sono stati presentati nelle scuole. Stanno definendo i passaggi, quindi questa è una fase abbastanza avanzata. Altre famiglie invece stanno ancora valutando».
La proposta fatta dall’ex assessore Gabriele Rabaiotti di costituire con le famiglie rom una cooperativa di abitanti a proprietà indivisa a cui assegnare il terreno per fare delle case, è stata accolta?
«Abbiamo aperto un dialogo con gli abitanti e con la parte interessata a questo progetto e siamo in attesa di vedere concretamente gli sviluppi, nel senso che per noi superamento del campo significa superamento della condizione di rischio igienico-sanitario e di tutta una serie di questioni di sicurezza del posto.
Nel momento in cui si presentasse una proposta concreta di una cooperativa in grado di assumersi la responsabilità anche di gestione di questi elementi, la valuteremo con attenzione. Il percorso di confronto è avviato, vediamo gli sviluppi. Nessun pregiudizio rispetto alla proposta».

Ma in ogni caso il villaggio di Chiesa Rossa sarà chiuso il 30 settembre perché deve essere bonificato?
«Il 30 settembre è la data decisa dall’ordinanza. A oggi c’è una richiesta delle famiglie di avere più tempo per esaminare l’idea della cooperativa. La stiamo valutando in questi giorni da ogni punto di vista, sociale, urbanistico, igienico sanitario e della sicurezza».
