Sport – Guido Bianchi, il più giovane rugbista italiano a giocare in Francia. Quindici anni di talento. Il campione della palla ovale, dall’AS Rugby Milano approda all’Hérault Rugby che, nella stagione 2025/26, difenderà il titolo U16 di Campione nazionale

Di Laura Barsottini
Quindici anni di talento. Guido Bianchi, classe 2010, di questo innato potenziale ne ha da vendere. Al punto che dall’AS Rugby Milano è stato chiamato al Montpellier Hérault Rugby, una delle realtà più prestigiose della Top 14 d’Oltralpe che, nella stagione 2025/26, difenderà il titolo U16 di Campione di Francia. Diventando in questo modo il più giovane rugbista italiano a trasferirsi in un club francese di alto livello.
Guido vive da qualche anno con i genitori in via Ripamonti e ha iniziato a giocare a 5 anni: «All’inizio non ero appassionato – racconta candidamente –, ma dopo qualche mese ho incominciato a vedere i risultati e ora non potrei vivere senza questo sport».
Il padre Fabio, manager in un’agenzia creativa, racconta una versione un po’ diversa della storia. «Nel 2013 vivevamo a Roma – dice –, e decisi di portare Guido all’Olimpico a vedere una partita del Torneo Sei Nazioni della nostra Nazionale di rugby. Incredibilmente, l’Italia vinse contro l’Irlanda. Assistere a un incontro del genere è sempre emozionante. Di lì a poco ci siamo trasferiti a Milano e quasi per gioco ho proposto a mio figlio di provare qualche allenamento all’AS Rugby Milano. Ed è lì che è iniziato tutto».
Chiara, la mamma, una laurea in Filosofia e attualmente make up artist nel mondo della moda, ha una visione più ˝olistica˝ della situazione. «Non siamo mai stati genitori che puntavano sulla performance o il successo – commenta –. Quello che ci ha sempre interessato e che ancora difendiamo è il diritto di Guido di essere appoggiato da noi in ciò che lo rende felice».
Il piccolo Guido non ha un carattere estroverso e forse quegli allenamenti, quello sport così nobile quanto a valori ma così “fisico” un po’ lo intimorisce. «Ricordo che avevamo parlato con l’allenatore – continua Chiara –, che quando sono così piccoli è un educatore. Ci aveva suggerito di non forzarlo, di lasciarlo a bordo campo, e che poi avrebbe deciso lui quando mettersi in gioco, coi suoi tempi. E così è stato».
«Nel tempo il rugby mi ha aiutato molto – commenta il giovane atleta –. Invece di parlare, potevo giocare. E poi mi è sempre piaciuta l’adrenalina che dà questo sport».

I premi nazionali e il trasferimento Oltralpe
Il trasferimento è il frutto di un percorso di crescita tecnica, passione e dedizione, culminato con riconoscimenti nei tornei giovanili italiani come il Premio al miglior numero 9 (che contraddistingue nelle squadre di rugby il ruolo del mediano di mischia) al Torneo Bottacin 2023 organizzato dal Petrarca Rugby. Durante la stagione 2024/2025, Guido è stato selezionato nella rappresentativa Lombardia FIR, a conferma della sua costante evoluzione.
«Dall’età di 8 anni – continua il ragazzo –, d’estate ho frequentato campus di rugby in Inghilterra, Scozia e Irlanda. I piani erano che al momento opportuno avrei cercato di trasferirmi in Gran Bretagna. Però lo scorso anno è capitata l’opportunità di fare un provino a Montpellier con un amico. Ho affrontato la cosa con molta calma, più per misurare le mie capacità che con la volontà di essere scelto. E invece mi hanno preso: quindici giorni per decidere. Non è stato facile ma ho sempre avuto accanto i miei genitori e so che, in qualsiasi momento, posso tornare indietro con il loro appoggio».
Dal 10 agosto Guido Bianchi si è unito alla squadra Alamercery U16 del Montpellier HR, guidata da Matthieu Losson e dall’ex nazionale francese Louis Picamoles. Si tratta di una delle formazioni giovanili più competitive del panorama francese, che nella stagione scorsa ha vinto il campionato nazionale U16, superando in una combattutissima finale lo Stade Toulousain per 30 a 26, nella suggestiva cornice dello Stade de France, poco prima della finale Top 14 tra Toulouse e Bordeaux.
«Ovviamente vivo questa lontananza con un certo senso di perdita – confida Chiara –. Anche se io e Fabio siamo fermamente convinti che i figli li mettiamo al mondo ma poi dobbiamo aiutarli a realizzare i propri sogni, anche a costo di rinunciare a qualche progetto nostro. Ma provo anche un senso di orgoglio infinito: mio figlio mi sta insegnando il valore della passione, della disciplina e del sacrificio. E devo anche riconoscere ufficialmente il valore di Fabio: è un padre straordinario! Io faccio la mia parte sul piano emotivo».
Attività agonistica e studio di pari passo
Parallelamente alla preparazione atletica Guido segue anche un percorso di studi al Lycée Jean Mermoz di Montpellier, struttura partner del club per lo sviluppo scolastico degli atleti d’élite.
«I miei genitori hanno sempre puntato molto sulla scuola – riporta Guido –. Perché nello sport può succedere qualsiasi cosa. Ma per ora la difficoltà più grande è imparare il francese».
Guido Bianchi riveste il ruolo di mediano di mischia, il giocatore che gestisce il gioco. Solitamente minuto rispetto al resto della squadra ma con un’ampia visione strategica, il mediano di mischia è anche il più veloce negli spazi stretti e il più abile nei passaggi lunghi e corti.
Alla domanda su quali siano le sue doti in campo, Guido risponde: «Sono sicuramente rapido nel prendere decisioni di gioco. E poi mi piace molto aiutare gli altri compagni, dare consigli, parlarci».

