I beni confiscati alla mafia? Una risorsa anche per il sud Milano

Sono 76 gli immobili confiscati alle mafie nei Municipi 4, 5 e 6. A Milano sono 267 di cui 138 assegnati per usi sociali. Il valore complessivo dei beni confiscati a Milano è di 35 milioni di euro

Casa Chiaravalle
Casa Chiaravalle.

Si è svolta dal 27 al 30 ottobre la 12esima edizione del Festival dei beni confiscati che ci ha ricordato quanto sia importante restituire ai cittadini ciò che la mafia ha tolto. Anche nel sud Milano sono tanti i luoghi confiscati alla criminalità organizzata che rinascono come spazi per l’accoglienza, il sociale e la cultura.

Oggi in Italia sono oltre 36mila. Solo a Milano sono 267 (per un valore totale di 35 milioni di euro) e ben 76 si trovano nei Municipi 4, 5 e 6.

Quartieri come Corvetto, Gratosoglio, Stadera, Barona, Giambellino e Rogoredo hanno vissuto per anni le conseguenze dell’illegalità. Ma proprio qui oggi sorgono progetti di accoglienza, co-housing, servizi sociali, orti urbani. Luoghi che prima erano bunker mafiosi diventano case per mamme sole, centri culturali, appartamenti per chi ha perso tutto.

Bertolè: «Il contrasto alle mafie passa anche attraverso il recupero di questi spazi»

«Ogni bene restituito è un presidio di cittadinanza. È la dimostrazione che lo Stato c’è e che la legalità può abitare davvero i nostri quartieri – spiega l’assessore al Welfare Lamberto Bertolé -. il contrasto alle mafie passa anche dal recupero di questi spazi. Non basta sequestrarli, bisogna renderli vivi, accesi, utili. Tutte le unità oggi in gestione al Comune sono una grande risorsa per dare risposte ai bisogni reali delle persone».

L'assessore a Welfare Lamberto Bertolè.
L’assessore a Welfare Lamberto Bertolè.

Un percorso complesso

Il Comune ha già affidato 138 beni tramite bando pubblico, e quasi 40 verranno assegnati progressivamente. Alcuni saranno utilizzati per l’emergenza abitativa, altri come spazi associativi o culturali.

Il percorso di attribuzione però non è semplice. I tempi tra sequestro e disponibilità del bene sono lunghi. Spesso i mafiosi danneggiano gli immobili per renderli inutilizzabili. Servono soldi e tempo per ristrutturarli. Lo Stato come il Comune, municipi e le associazioni del territorio investono risorse consapevoli che oltre al riutilizzo pratico, questi spazi servono a costruire e rafforzare la cultura della legalità.

Restituire questi spazi alla collettività non è solo un puro atto amministrativo/burocratico ma un atto di giustizia sociale che nasce dalla convinzione che la legalità si costruisce dal basso.

Alcuni beni assegnati nel sud Milano

Casa Chiaravalle, in via Sant’Arialdo 69 (Municipio 5), è il bene confiscato più grande della Lombardia: ex proprietà del clan Molluso, oggi ospita migranti, donne vittime di violenza, orti sociali, eventi e laboratori.

Via Ripamonti 580 (Municipio 5): un ex night club legato alla ndrangheta diventa un centro per senzatetto e i loro animali.

Via Meda 47 (Municipio 5): oggi spazio assegnato a Telefono Donna, offre sostegno a donne e persone in condizione di fragilità.

Via Arzaga 13 (Municipio 6): appartamento gestito da Fondazione Somaschi per l’accoglienza.

Via Clusone 6 (Municipio 4): ospitalità temporanea per volontari e giovani in difficoltà.

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