Vita ai margini – La testimonianza di una nostra redattrice sul senza tetto delle Terrazze
di Valeria Venturin

Un bel po’ di anni fa mi sono accorta che vicino a casa, sotto i portici, soggiornavano due senzatetto. Ci ho fatto amicizia, due persone indiscutibilmente fragili, non moleste, che avevano il loro modo di vivere. Sicuramente fuori dagli schemi, dalle convenzioni sociali, da quello che molti ritengono “accettabile”.
Ivan e Georgi, la sera, stavano seduti sulle panchine in cemento ad ascoltare musica del loro Paese (la musica balcanica di cui raccontano gli Elio e le storie tese). Affrontavano il gelo dell’inverno milanese, con un liquido trasparente, ricoverato nella bottiglietta dell’acqua, ma che dell’acqua aveva solo il colore.
Qualche estate fa, di rientro dalle ferie, Ivan mi dice che Georgi è morto. Lui resta, resiste, sempre più magro, gli occhi liquidi, la tristezza che affonda e tira giù.
Una mattina il suo materasso non c’è più. Chiedo in giro, nessuno sa. Finché la mia amica Isabella, che di mestiere ha fatto la dottoressa e dell’aiuto la sua missione, mi dice che è ricoverato al San Paolo. Ricompare dopo quasi un mese. La sua gamba gli dà spesso problemi. La sanità pubblica lo aggiusta e lui torna in strada.
Da quando è rimasto solo, passa parte della giornata seduto sulla panchina dell’Esselunga. Di inverno perché è più caldo, d’estate perché c’è l’aria condizionata.
Chi entra gli chiede se ha bisogno di qualcosa. Se il suo sacchetto è pieno risponde di no, non vuole niente. Non spreca niente. Se, invece, ha voglia di qualcosa in quel momento, o prevede di poterne avere bisogno nella giornata, ti dà indicazioni precise. E tu vedi questa processione di clienti del supermercato che quando escono ripassano dalla panchina, qualcuno si ferma a fare due chiacchiere, qualcuno lascia l’obolo di cibo, alzando la mano a mo’ di saluto.
Quando passo gli chiedo «Vuoi qualcosa?» E lui, facendo l’occhiolino, risponde «Tu sai!». E lo sappiamo davvero tutti che cosa gli piace.
La focaccia di Recco al posto di quella con le olive. Le barrette Kinder invece della tavoletta di cioccolato al latte. La Pepsi Cola invece della Coca-Cola. Da quando è diventato salutista non vuole più le bevande energetiche ma lo yogurt magro. Quando sono lì a sceglierlo finisco su quello di Vipiteno e ogni volta penso: «Vabbè gliene prendo uno, se lo mangia seduto su un materasso in strada, ma almeno che sia il più buono». Il ristorante che gli prepara la cena, il pizzaiolo egiziano che non gli fa mancare il pasto ogni volta che serve…
Ivan ha sempre la barba fatta, i vestiti in ordine. C’è qualcuno, nel quartiere, che gli presta il bagno per lavarsi e avere cura di sé. Tenere su la dignità con le bretelle. In questo Ivan è maestro.
A fine luglio mi racconta che andrà in vacanza in Bulgaria, ospite di un vecchio amico. Deve partire in aereo all’inizio di agosto. Una sua amica che abita al quartiere Le Terrazze gli conserva in box il carrello della spesa con le sue cose. Nei giorni precedenti sono passata a portargli un risotto per cena e aveva già messo in ordine tutto. Un altro amico del quartiere lo accompagna in Stazione centrale per prendere il pullman diretto a Orio al Serio.
Questa periferia così bersagliata, spesso faticosa, che a volte sembra senza speranza. Invece sempre così umana, così impastata di vite che si sfiorano, si intrecciano, si sostengono.
Milan col coeur in man
Per l’aiuto dei senzatetto il Comune ha approntato, all’interno di un piano di contrasto della grave marginalità adulta, quello che viene definito “Piano Freddo“ per l’accoglienza dei senza fissa dimora. L’organizzazione dell’accoglienza avviene al centro Sammartini.
È in quel contesto che un’équipe multidisciplinare, che comprende anche dipendenti comunali e operatori/operatrici del terzo settore, prende in carico le persone che arrivano al centro spontaneamente o su segnalazione.
L’inserimento avviene in seguito a tre passaggi fondamentali: ascolto e orientamento da parte di educatori e mediatori linguistici, colloqui di approfondimento, presa in carico socio assistenziale ed educativa. Per la raccolta delle segnalazioni telefoniche ci si avvale del numero telefonico 02 8847646 attivo h24 e 7 giorni su 7, con feed back al segnalante.
Esiste una Piattaforma informatica (TuttixTe) dove tutte le Unità Mobili notturne che sono in rete con l’Amministrazione Comunale, inseriscono i resoconti delle uscite consentendo lo scambio di informazioni, la rilevazione dei dati ed una mappatura georeferenziata delle persone che vengono assistite in strada
Sono 29 i soggetti del Terzo settore (Fondazioni, associazioni, comunità ecc) coordinate con il Comune, che con unità mobili ogni sera girano in città per portare assistenza ai senza fissa dimora. A questi s i aggiungono moltissime altre realtà, come oratori, comitati e singoli cittadini, che ogni giorno si prodigano spontaneamente per aiutare con cibo e coperte queste persone.
I senzatetto censiti a Milano, nel 2024, sono 2.343. Si parla di numeri rilevati tra la strada e i centri di accoglienza. Al centro di via Sammartini, nel 2024, si sono registrati 8.900 accessi. Rimangono molti i senzatetto che, perché restii a farsi registrare o perché temono che gli vengano rubate le poche cose che possiedono, preferiscono la strada alle strutture del Comune. V. Ven.
| I centri del sud Milano |
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| Municipio 4 • Centro di accoglienza per donne senza dimora di via Don Carlo San Martino offre posti letto, servizi igienici, lavanderia e uno spazio mensa. • Punto Fragilità di viale Puglie 33 e via Barabino 8, offre servizi di assistenza integrata Centro di Ascolto Ponte Lambro, in via Parea 18. |
| Municipio 5 • Sportello Servizio di Custodia Sociale, presso il centro civico di viale Tibaldi 41 • Sportello aiuto Donna, in viale Tibaldi 41 • Fondazione Fratelli di San Francesco, via Saponaro 40, ricovero, igiene personale e pasti • Opera cardinal Ferrari, via Giovanni Battista Boeri 3, ricovero, igiene personale e pasti Casa Jannacci, viale Ortles, ricovero, igiene personale e pasti |
| Municipio 6 • Punto Fragilità, piazza Bande Nere 3, fornisce assistenza domiciliare, contributi economici e sostegno per persone fragili. |

L’autore
Fabio Sironi, Milano 1956. Collabora come illustratore con Il Corriere della Sera. Premio Unicef alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna nel 1992. Dal 2016 è impegnato nel progetto Teatro Fracking che vede l’incontro tra pittura, musica, video d’ arte e performance.
