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La voce del colore. Una mostra nata da un sodalizio artistico e un’amicizia antica

All'Ex Fornace, Alzaia Naviglio Pavese, dal 7 al 16 novembre esposte le opere di un gruppo di artisti milanesi, sordi. 

All’Ex Fornace, Alzaia Naviglio Pavese, dal 7 al 16 novembre esposte le opere di un gruppo di artisti milanesi, sordi. 

Di Giorgio Coppin

Ha tutto il fascino della storia del quartiere lo spazio che ospita dal 7 fino al 16 novembre una mostra di pittura carica anch’essa di suggestioni e di racconti. Lo spazio è quello dell’Ex Fornace, sull’Alzaia Naviglio Pavese. La mostra si intitola La Voce del Colore e presenta le opere di un gruppo di artisti milanesi, sordi. 

Ma non è solo la sordità il fil rouge dell’evento: ci sono delle storie precise, alla sua origine. Storie di sodalizi e di passione, d’arte e d’amicizia.  Storie che hanno come protagonisti cinque pittori sordi, anzi quattro più uno.

Giuseppe Coppin
Luciana Bora

Raccontano di quattro artisti della stessa generazione, nati all’incirca un secolo fa, legati da un’amicizia forte, antica e profonda, cresciuti professionalmente negli stessi anni, quelli del dopoguerra, e accomunati, oltre che dalla passione e dai riconoscimenti critici, anche dall’appartenenza e dall’impegno nella Famiglia Artistica Silenziosa Milanese, un sodalizio culturale creato nel 1957 con lo scopo di promuovere le capacità e le attività delle persone prive dell’udito. Capacità molto spesso straordinarie nel campo dell’arte figurativa e della pittura in particolare.

A sin. Arnoldo Sidoli; a dx Primo Cajani

E sono storie che raccontano anche di un quinto pittore sordo, molto più giovane, di un’altra generazione – di qualcuno dei quattro potrebbe essere addirittura figlio – che con il suo paziente contributo di anni, quale membro e poi presidente della Famiglia Artistica, ha saputo portare avanti e mantenere vivo l’importante lavoro degli altri. 

A destra: Lauro Bolondi

L’eco di Funi, Carpi, Carrà dell’Accademia di Brera

E così all’Ex Fornace sono esposti i paesaggi solitari e silenziosi e le nature morte di Lauro Bolondi; le pietre e i monti, le piante e i pescatori dai contorni aspri di Luciana Bora; le giocose e ironiche ricerche di metapittura, immagini dentro le immagini, di Giuseppe Coppin; le composizioni organizzate su diversi piani spaziali e cronologici di Arnoldo Sidoli. E nei loro dipinti si sente l’eco delle lezioni di Funi, di Carpi, di Carrà, loro maestri ai tempi dell’Accademia di Brera. E insieme sono esposti i lavori di Primo Cajani, il più giovane dei cinque, con i suoi nitidi racconti sul tempo, sulla città e sui Navigli.

Autori: Sin. Giuseppe Coppin; Dx. Lauro Bolondi

Ma all’Ex Fornace troviamo esposte anche le testimonianze di queste storie, di queste amicizie, di questo sodalizio artistico così longevo e così fecondo di risultati e di successi: perfino le locandine e le foto delle mostre fatte insieme (proprio loro quattro e solo loro) nel corso degli anni.

La mostra è stata realizzata dal Pio Istituto dei Sordi, un’istituzione attiva da oltre 170 anni a Milano, e dai figli dei pittori esposti, da sempre testimoni diretti di questo sodalizio artistico e di un’amicizia straordinaria e antica.

Autori: Sin. Primo Cajani; Dx Arnoldo Sidoli

La locandina

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