L’Arcadia si presenta «Da noi sono venuti Roberto Bolle e il Milan»

dialogo con Gianpaolo Bovio, Dirigente dell’Istituto Comprensivo Statale Arcadia di Milano

«Qui la scuola è davvero per tutti. Non lasciamo mai un caso alla deriva: ogni ragazzo e ragazza è seguito, preso in carico e accompagnato nel suo percorso»: dialogo con Gianpaolo Bovio, Dirigente dell’Istituto Comprensivo Statale Arcadia

«Crediamo che la realtà complessa e sfaccettata in cui la nostra scuola è inserita sia altamente formativa per creare un ambiente di apprendimento favorevole a tutti, anche a quelli che hanno famiglie molto attente. Con i laboratori, le welcome week, i progetti sull’ambiente, sulla danza – che ha visto di recente come ospite Roberto Bolle -, sulla musica, sullo sport – con la presenza l’anno passato della scuola di basket Olimpia e quest’anno la Fondazione Milan –, portiamo i ragazzi a sviluppare esperienze e sensibilità non scontate, che daranno i frutti nel tempo. E sappiamo che i nostri studenti che vanno al liceo si trovano bene con la preparazione avuta da noi» 

È con queste parole appassionate che Gianpaolo Bovio, Dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo statale Arcadia, ci accoglie nell’ufficio di presidenza. Da dieci anni svolge questo ruolo, pressoché da quando la scuola secondaria di I grado e i tre plessi delle primarie (Baroni, Arcadia e Ferraioli) sono stati accorpati. Il quartiere in cui è inserita la scuola, il Gratosoglio, è certamente uno dei più complessi di Milano. Situato all’estremità sud della città è valorizzato dalla presenza di ampie aree verdi e agricole del Parco Sud. Tuttavia, come in tutte le periferie urbane, si intrecciano comunità straniere, appartenenti a diverse culture ed etnie, e nuclei familiari di vecchia data. La presenza rilevante di alloggi popolari favorisce inoltre l’inserimento nel territorio di un numero significativo di famiglie economicamente e spesso culturalmente più povere, con bambini con disabilità che richiedono interventi di sostegno.

Prof. Bovio, la sua è ritenuta una scuola d’eccellenza, cosa la caratterizza rispetto ad altre del centro città?

«Qui non ci sono solo problemi. Ci prendiamo carico sia delle disabilità citate, sia dei ragazzini capaci che, indipendentemente dalla condizione economica, riescono a stare dentro la progettualità scolastica, studiano, vengono a scuola regolarmente. Sia alle primarie che alle secondarie offriamo diversi indirizzi: il metodo Montessori con cui si educa all’autonomia, al lavoro libero, e gli indirizzi ambientale e musicale. Per noi la scuola deve essere un laboratorio di vita. Pertanto cerchiamo di dare a chi è in difficoltà un contesto favorevole, con accoglienza individuale e progetti su misura. Contemporaneamente non dimentichiamo chi sarà il futuro di Gratosoglio: qui le ragazze e i ragazzi hanno possibilità che spesso altrove non trovano». 

Come si accolgono le diversità e si valorizzano i talenti?

«Le nostre classi sono veri mosaici: ragazzi con disabilità, provenienze diverse, bisogni educativi speciali, e varie forme di integrazione. Scopriamo i talenti di ciascuno, anche di chi magari non eccelle nelle materie tradizionali. La scuola deve essere inclusiva perché riflette la società: qui si impara a decifrare le persone, a convivere con le differenze,  a creare buone relazioni. Un ambiente così complesso arricchisce la formazione e permette di valorizzare i talenti di tutti i ragazzi, anche di quelli che hanno famiglie molto attente, perché capiscono che la realtà in cui vivono è molto sfaccettata. I giovani che proseguono ai licei sappiamo che si trovano bene». 

Quali sono le attività che rendono speciale la vita scolastica dell’Arcadia?

«Partiamo con la welcome week, una settimana (che spesso dura anche di più!) all’inizio dell’anno scolastico per favorire l’ambientamento e la coesione del gruppo. Organizziamo un alto numero di laboratori in cui sperimentano, si relazionano, crescono: fumetto, robotica, arte del giardino, scienza, alimentazione, filosofia, latino, teatro. Inoltre psicomotricità in un’aula apposita e un orto scolastico. Senza dimenticare le lezioni all’aperto, le uscite ambientali o per conoscere la montagna, progetti di danza e di musica come la liuteria; sportivi come la scuola di basket con l’Olimpia; e ora collaborazioni con la Fondazione Milan. Di recente è venuto a trovarci Roberto Bolle con la sua Fondazione. Sono esperienze che lasciano il segno»

Quanto è importante lo spazio protetto?

«La scuola è uno spazio di crescita, offre un ambiente dove si può sbagliare e riflettere sugli errori, protetti dagli educatori. Solo se questi errori vengono fatti in un contesto educativo assumono un certo significato, diverso se avvengono in strada.  L’Arcadia è una palestra di vita, dove si impara a collaborare, a confrontarsi, a trovare la propria auto-efficacia: è una scuola che ha una sua organizzazione e che cerca di prendere in carico i problemi di tutti». 

Quali sono le novità per il quartiere? 

«Più che una scuola, la nostra è una comunità che crea legami, connessioni con il territorio, il quartiere Gratosoglio. E proprio qui nasce la comunità educante ‘Caleidoscopio’, eredità del progetto Scholè, con uno spazio dedicato nella scuola e la collaborazione con il Politecnico. È una risorsa importante per tutto il territorio».

Open Day della Scuola secondaria di I° grado Arcadia

Sabato 8 novembre, dalle ore 9.00 alle ore 12.00. L’incontro consente a ragazzi/e e genitori di scoprire una scuola che fa la differenza nel sud Milano e di conoscere i docenti, i laboratori, i programmi didattici, i progetti e la comunità che accoglie ogni ragazza e ragazzo.

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