Se non si completerà la vendita di San Siro, i fondi di investimento che hanno la proprietà di Inter e Milan torneranno a progettare la realizzazione di due stadi alberghi, musei ecc alle porte di Milano, in particolare i Rossoneri hanno terreni e progetto tra San Donato e Chiaravalle. Ma di questo pare che ad alcuni consiglieri comunali che si dovranno esprimere sulla vendita importi poco

A fine mese, dopo oltre cinque anni di incontri, ipotesi, dibattiti, delibere, esposti, polemiche, accelerazioni e marce indietro, il Consiglio Comunale dovrà esprimersi sulla vendita di San Siro a Inter e Milan. In questi ultimi giorni di confronto, continua a rimanere incredibilmente ai margini o addirittura assente dal dibattito un aspetto fondamentale della questione.
Cosa succede se non si vende San Siro?
Ovvero: cosa succederebbe se l’area di San Siro non venisse venduta a Inter e Milan? In modo miope, contro ogni regola che governa un dibattito serio, la sorte del vecchio stadio e di quel che potrebbero fare le squadre di fronte a un mancato acquisto, pare non interessare.
È vero si tratta del futuro, per definizione sfuggente e aleatorio, ma se un politico – ma anche un intellettuale o un opinionista – non prova a immaginare il futuro, è meglio che cambi mestiere. Anche perché è facile immaginare quel che potrebbe accadere. Non esistendo altri club delle dimensioni dei rossonerazzurri, il glorioso impianto rimarrebbe vuoto e da ristrutturare, con costi interamente sulle spalle di Palazzo Marino e, quindi, dei milanesi. Pensare – come alcuni sostengono – che sia possibile imporre ai due club di tornare alla tranquilla convivenza al Meazza, magari costringendoli a rimodernarlo, è contro ogni principio di realtà, visto che le squadre si sono più volte espresse contro queste ipotesi. Né esistono leggi che glielo possono imporre.

Il Milan ha un terreno e un progetto tra San Donato e Chiaravalle
Senza l’acquisto di San Siro, le due società semplicemente rimarrebbero a Milano giusto il tempo di realizzare un proprio impianto in un’altra area della città metropolitana. Il Milan ha un progetto e un terreno nel Parco Sud, accanto a Chiaravalle, e può contare sull’amministrazione comunale di San Donato, che l’accoglierebbe a braccia aperte. L’Inter il terreno lo aveva a Rozzano, la prelazione è scaduta, ma non dovrebbe essere difficile per il club trovare un’area adatta e un’amministrazione comunale condiscendente nella cintura milanese.

Il risultato paradossale: da uno stadio si passerebbe a due
Il risultato paradossale della mancata vendita sarebbe che, per non avere un nuovo stadio a Milano, se ne avrebbero due alle porte della città, in aree certamente meno infrastrutturate di San Siro. E, insieme allo stadio, arriverebbero alberghi, spazi per concerti e ristorazione, e altro ancora, che i due club riempirebbero il più possibile, non limitandosi alle partite di calcio. Si avrebbero all’interno del Parco Sud altro consumo di suolo, tonnellate di cemento e un aumento esponenziale di traffico e inquinamento. Effetti che non sarebbero circoscritti ai luoghi in cui sorgerebbero gli impianti, ma ricadrebbero su tutta la città.

La strategia tartufesca di Sinistra radicale e ambientalisti di Milano
Stupisce quindi che, con questi scenari, siano proprio gli schieramenti cosiddetti di sinistra radicale e ambientalisti a opporsi alla vendita dello stadio, di fatto spingendo i club a uscire da Milano. Il dubbio legittimo è che più che la sorte dell’ambiente e di San Siro interessi indebolire l’attuale giunta e prepararsi alla prossima tornata elettorale, raccogliendo consensi che non porteranno alla guida di Palazzo Marino, ma potrebbero garantire un seggio in Consiglio comunale. E allora viene in mente Max Weber (La Politica come professione, 1919): che diceva che il politico deve essere in grado di valutare le implicazioni a lungo termine delle sue azioni tenendo conto del bene comune, non facendosi travolgere dalle contingenze e dalle logiche dello scontro politico. Ma evidentemente l’algido fondatore della Sociologia fuori dalle aule universitarie non è molto ascoltato.
